La musica che unisce i popoli — Intervista a Tony Esposito
La voce di questa intervista
Antonio “Tony” Esposito
- Professione
- Percussionista, compositore e cantautore
- Provenienza geografica
- Napoli, Campania, Italia
Percussionista, compositore e cantautore napoletano, Tony Esposito racconta il suo rapporto con la musica e il legame con Pino Daniele. La conversazione attraversa il valore della musica come incontro tra popoli e culture e la responsabilità degli artisti nei confronti dell’ambiente.
Quando è nato il suo rapporto con la musica? Che cosa significa per lei considerarla una voce dell’arte?
Esposito: Il mio rapporto con la musica credo sia nato con me: mi sento musicista fin da piccolo, perché ho sempre suonato. Ascoltavo la radio e accompagnavo i brani. La musica ha un ruolo fondamentale nel legare popoli, culture e realtà diverse. Questo potere è rimasto invariato nel tempo.
Anche l’ambiente merita attenzione. Gli artisti che si esibiscono davanti a tante persone, in Italia e nel mondo, hanno il dovere di essere sensibili a questi temi, proprio perché la musica ha un grande potere.
Laddove nemmeno a volte la politica… l’abbiamo visto in tante cose, come, per esempio, i movimenti per l’Africa, dove l’Africa e il debito pubblico di molti paesi africani sono stati risolti grazie a iniziative particolari inglesi, americane, che hanno riunito tanti artisti su un palco e hanno messo insieme tanti soldi”. [DA VERIFICARE]
“Per cui il rapporto con Pino è stato un rapporto stretto, un’avventura di vita e di musica”
“Perché la musica, abbiamo detto, ha un potere incredibile”


Il suo legame con Pino Daniele ha segnato la sua vita e la sua carriera. Dopo la scomparsa nel 2015, che cosa le manca di più dell’amico e dell’artista? Quale eredità ha lasciato alla musica e a lei personalmente?
Esposito: Parlo anche a nome dei miei amici, di Tullio e di James, che purtroppo non c’è più. Abbiamo trascorso più di trent’anni insieme: eravamo una famiglia. Ho visto nascere le canzoni di Pino Daniele e il suo successo. Mi mancano l’amico, il fratello e l’artista, che manca a tutti noi. Il nostro è stato un legame profondo, un’avventura di vita e di musica.
La sua morte prematura lascia un vuoto in Italia e tra gli artisti di tutto il mondo. Alla sua scomparsa ho visto i telegrammi inviati da grandi artisti di diversi Paesi, addolorati per una perdita così prematura e, probabilmente, ingiusta.
